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Richiesta informazioni sull’impiego della clorazione al sale nelle piscine uso pubblico

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Viene avanzata la richiesta di informazioni sull'impiego della clorazione al sale nelle piscine uso pubblico. Viene altresì precisato che il sanitario interpellato si è espresso nei termini che se il sale in acqua genera un disinfettante ammesso dalla norma, per l'impianto non esiste alcun problema. Tenuto conto che il cloratore genera ipoclorito di sodio, prima di eseguire qualsiasi lavoro si rende necessario disporre di certezze in merito.

Risposta

Premesso che

  • dal punto di vista chimico il sale altro non è che cloruro di sodio: NaCl molecola formata da un atomo di cloro e uno di sodio,
  • nella scomposizione mediante elettrolisi, la molecola si divide in due ioni, uno negativo e uno positivo: lo ione cloro, Cl- (negativo) , e lo ione sodio, Na+ (positivo),
  • gli ioni tendono a non rimanere liberi e a ricombinarsi per ritornare allo stato iniziale,

la presenza di acqua e le specifiche situazioni ambientali – tenendo altresì conto delle diverse variabili impiantistiche – concorrono a formare, nel primo stadio di reazione, cloro gas (Cl2) e soda caustica (idrossido di sodio NaOH) per poi, successivamente, ricombinarsi tra di loro per formare ipoclorito di sodio (NaClO), disinfettante contemplato nell’elenco dei prodotti ammessi alla disinfezione nelle piscine pubbliche (Accordo Stato Regioni del 16 genaio 2003 e successivi recepimenti ad opera delle diverse Regioni).

Pertanto, in analogia con riscontri dati ad analoghe precedenti istanze di acquisire un opportuno parere espresso dall’autorità Sanitaria direttamente coinvolta, in relazione al citato consenso espresso da parte dell’ufficiale sanitario interpellato, l’impianto di elettrolisi potrebbe quindi essere ammesso.
Rimane pur sempre l’incertezza interpretativa, alquanto soggettiva, in quanto qualche altro ufficiale sanitario potrebbe altrimenti obiettare che non è prevista l’aggiunta del prodotto chimico “cloruro di sodio” all’interno dell’acqua di vasca per il trattamento della stessa, come pure particolare attenzione potrebbe essere posta nella verifica del rispetto dei termini richiesti per lo scarico delle acque reflue della piscina (contenuto massimo di cloruri ammesso), in accordo al DL 152/2006 e DPR 19 ottobre 2011 numero 277.

La riposta, in linea di principio, è quindi da considerarsi affermativa, anche se oltre alla cella elettrolitica, per le piscine ad uso pubblico, deve essere predisposto un impianto di dosaggio automatico che permetta di rispettare i valori indicati nell’allegato 1 della tabella A dell’accordo 16 gennaio 2003.
L’utilizzo dell’impianto di dosaggio automatico di tutti i prodotti immersi nell’acqua della piscina è indicato nella norma UNI 10637/2015 al punto 5.5.3.

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