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Richiesta informazioni in merito alle norme vigenti per la gestione di una piscina in palazzina privata

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Trattasi di una palazzina di 4 unità abitative, con piscina interrata di 100 mq, con 2 profondità 110 cm e scivolo che porta a 170 cm in un giardino comune cintato. L’Amministratore del Condominio ha diffidato i Condomini circa l’utilizzo dell’impianto per mancanza di requisiti normativi e di sicurezza. Non risultando particolari norme inerenti gli obblighi per le piscine private, viene chiesto di poter ricevere qualche indicazione o chiarimento per la gestione della piscina e, per quanto possibile, indicazioni circa le norme da osservare.

La generica affermazione della “mancanza di requisiti normativi e sicurezza” senza che gli stessi vengano esplicitati, determina una limitazione alla possibilità di approfondire le motivazioni di quanto espresso; quanto segue, pertanto, sviluppa i concetti di ordine generale correlabili alla tematica.
La classificazione delle piscine, sulla base degli atti pubblici oggi in essere a livello nazionale, non è fine a se stessa perché attraverso una precisa articolazione della classificazione si prospettano le possibilità di prevedere successivamente differenti disposizioni tecniche per le differenti situazioni codificate; d’altra parte, definire un’unica regolamentazione da applicare acriticamente a tutte le realtà, senza distinzione di ambito giuridico o socio-economico, significa porre le basi per la sua inapplicabilità.

Per questo la classificazione è stata prevista “in base alle caratteristiche strutturali e ambientali” e “in base alla loro utilizzazione”, senza trascurare la classificazione “in base alla destinazione”. Tenuto conto di ciò “vengono ad essere considerate di uso privato le sole piscine facenti parte di unità abitative il cui utilizzo avviene sotto la diretta responsabilità del proprietario o dei proprietari congiuntamente, in caso di più abitazioni (sino al numero di quattro), e sia limitato ai componenti della famiglia e ai loro ospiti”.
In base agli atti normativi tecnici la piscine private sono state previste (come tipologia D) nella norma UNI 10637, all’interno della quale sono rimaste classificate sino all’adozione delle rettifiche introdotte nel dicembre 2015 allorquando sono state recepite a livello nazionale le norme tecniche editate dal CEN e contraddistinte dalle sigle UNI EN 16582 e UNI EN 16713 riguardanti le piscine domestiche (per noi “private”).

Relativamente all’assenza di puntuali elementi di sicurezza da rispettare, va precisato che manca una normativa specifica che fissa le norme di sicurezza, in quanto risulta impraticabile una scelta univoca in presenza di troppi fattori variabili, come quelli presenti in piscina: dimensione, profondità e forma della vasca, scalette per la discesa in acqua e la risalita dalla vasca, materiali utilizzati per la realizzazione dell’impianto, caratteristiche dell’acqua impiegata (acquedotto, pozzo, altro), sistemi di ripresa dell’acqua in vasca, sistemi di trattamento e utilizzo di prodotti chimici, (questi solo alcuni), e non ultimi, la presenza di vigilanza o di materiali di salvataggio e il “comportamento” del bagnante.

Possono concorrere a effettuare scelte tecniche maggiormente razionali le già richiamate recenti norme europee EN adottate successivamente da UNI, elaborate dal Comitato Tecnico CEN / TC 402 (UNI EN 16582 e UNI EN 16713 mirate alle Domestic Swimming Pools, cioè alle piscine private, qualificate come tipologia D dalla norma UNI 10637 versione aprile 2015). Ciò non significa che non esistono norme di sicurezza da rispettare, ma che non essendoci riferimenti specifici o puntuali, valgono le normative di carattere generale che coinvolgono o si riferiscono agli elementi esposti nel capoverso precedente riconducibili ai contenuti della tabella A dell’Accordo S/R del 2003 per la qualità dell’acqua, alle normative in tema di igiene pubblica e al DLgs. 81/2008 per la parte dei principi generali sulla sicurezza.

In Regione Lombardia, l’unico atto di riferimento vigente in tema di piscine, è la DGR 17 maggio 2006 – n. 8/2552 (BUR n° 23 del 5 giugno 2006 – estratto dalla Serie Ordinaria) “Requisiti per la costruzione, la manutenzione, la gestione, il controllo e la sicurezza, ai fini igienico-sanitari, delle piscine natatorie”, che ha come destinatarie le piscine di proprietà pubblica o privata destinate ad un’utenza pubblica, le piscine ubicate all’interno di edifici o di complessi condominiali destinate in via esclusiva all’uso da parte di chi vi alloggia e dei loro ospiti, le piscine ad usi speciali collocate all’interno di strutture di cura, di riabilitazione, termale, ancorché annesse a strutture ricettive. Detta DGR può, comunque, essere presa a riferimento per le parti in essa contenute coerenti anche per le piscine private-domestiche.

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