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Richiesta di indicazioni in merito alla costruzione di una piscina in agriturismo in provincia di Ferrara, Emilia Romagna

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Vengono chieste indicazioni relativamente alla realizzazione di una piscina in un agriturismo in provincia di Ferrara, Emilia-Romagna. Nello specifico: esistenza di limiti e/o vincoli di eventuale presenza bagnino, dimensioni della superficie con limiti di metri quadri, massima profondità ammessa, recinzione e materiali ammessi, bagni al servizio dei bagnanti o eventuale deroga in caso di struttura riservata esclusivamente al servizio degli alloggiati che già ne godono privatamente e tutti gli altri oneri da rispettare.

Risposta

La normativa che in Emilia Romagna presiede e regolamenta il settore delle piscine sono
– l’Accordo Stato/Regioni del 16 gennaio 2003 sugli aspetti igienico – sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 51 del 03 marzo 2003);
– l’Accordo tra le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sulla “Disciplina interregionale delle piscine in attuazione dell’Accordo Stato – Regioni e PP.AA. del 16 gennaio 2003”, sancito in sede di Conferenza dei Presidenti il 16 dicembre 2004;
– la Delibera Giunta Regionale del 18 luglio 2005 n. 1092 “Aspetti igienico sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio”, che contiene le indicazioni comportamentali e attuative ritenute vincolanti.
Tutto ciò che non è contenuto nelle normative richiamate ricade sotto la giurisdizione degli organi di vigilanza che possono formulare prescrizioni in relazione alla tipicità degli impianti piscina presi in esame.
A puro titolo informativo – da verificare localmente – si segnala che in diverse realtà regionali, per le piscine condominiali, il titolare dell’impianto deve provvedere ad identificare l’eventuale necessità di vigilanza o assistenza bagnanti, nonché le modalità con cui può essere espletato detto servizio, in base agli esiti delle valutazioni effettuate a seguito della definizione del sistema di autocontrollo e alle seguenti prescrizioni:
– nelle piscine con volume complessivo delle vasche minore o uguale di 180 mc e profondità minore o uguale a 1,40 ml dovrà essere predisposto in sede di autocontrollo uno specifico piano di sorveglianza che, almeno, preveda:
a) una vigilanza adeguata; nel caso la vigilanza non sia continuativa i frequentatori devono essere informati;
b) un rapido intervento in caso di necessità
c) la presenza nella struttura di personale tempestivamente disponibile, abilitato a svolgere anche interventi di primo soccorso;
– per le vasche aventi complessivamente un volume di acqua maggiore di 180 mc, indipendentemente dalla profondità, dovrà essere predisposto in sede di autocontrollo uno specifico piano di sorveglianza che preveda:
a) un adeguato servizio continuativo di sorveglianza prestato da assistenti bagnanti, in grado di prestare anche il primo soccorso.
Per gli elementi non presi in considerazione nell’esplicitazione sopra esposta, non sono stati individuati elementi specifici.

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