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Regione Sicilia, piscina pubblica: è possibile defluire nella rete fognaria lo scarico del lavaggio filtri? Esistono specifiche normative regionali in merito?

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Regione Sicilia, piscina pubblica: è possibile defluire nella rete fognaria lo scarico del lavaggio filtri? Esistono specifiche normative regionali in merito?

La normativa sulle acque di scarico in Sicilia è regolamentata da due provvedimenti legislativi:

  • Legge Regionale 27/86 – per le acque di scarico civili
  • DPR 152/06 – per le acque di scarico industriali

La Legge regionale 27/86 prevede negli artt. 21 e 22 la classificazione degli scarichi di classe A e B individuando anche gli edifici adibiti ad attività sportive, quindi comprese le piscine, come appartenenti agli scarichi civili, con le prescrizioni dei limiti di accettabilità dei reflui in uscita dall’impianto di trattamento indicati nelle tabelle 3,4,5 e 6 in funzione del tipo di recapito finale (Pozzo Assorbente, subirrigazione, corso idrico superficiale, fognatura).
Queste indicazioni valgono esclusivamente per i reflui prodotti all’interno degli edifici sportivi provenienti dai servizi igienici, cucine e mense, mentre per quanto riguarda gli scarichi degli impianti delle piscine individuati come lavaggio filtri, scarico parziale e totale della vasca la normativa di riferimento è il DPR 152/06 che, da indicazione ben precise negli artt. 124 e 125, per la richiesta dell’autorizzazione agli scarichi e le prescrizioni dei limiti di accettabilità degli scarichi indicati nell’allegato 5 tab 4 e 5 in funzione del corpo ricettore.

Successivamente con il DPR 227/11 avente come oggetto:
Regolamento per la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle imprese, a norma dell’articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. (GU n. 28 del 3-2-2012 ) entrato in vigore il 18/02/2012, specifica e chiarisce ancora meglio quanto previsto nella legge Regionale 27/86 infatti, indica nella Tabella 2 le attività che generano acque reflue assimilate alle acque reflue domestiche al punto 19 inserisce sia le piscine che gli stabilimenti idropinici ed idrotermali, mentre esclude le acque di contro lavaggio dei filtri non preventivamente trattate, che richiedono una classificazione differente.

Pertanto per le strutture sportive natatorie l’autorizzazione degli scarichi deve essere richiesta sia per gli scarichi civili (LR. 27/86) che per gli scarichi industriali (DPR 152/06).
In merito al quesito con lo scarico in pubblica fognatura si dovrà richiedere l’autorizzazione allo scarico all’Ente gestore della fognatura e per conoscenza trasmettere tutto anche al Comune.
L’Ente gestore della fognatura  richiederà, prima dell’immissione del refluo, il rispetto dei limiti indicati della tabella 2 allegata alla LR. 27/86, ed una serie di prescrizioni tecniche per l’allaccio.

Per la documentazione che gli addetti al controllo (NAS, ASP ecc.) potrebbero chiedere al gestore sono le due autorizzazione degli scarichi, l’autorizzazione all’esercizio, oltre le altre autorizzazione inerenti l’attività.

Per i trattamenti depurativi è necessario effettuare una valutazione in base ai valori sia quantitativi che qualitativi delle acque di scarico.

E’ necessario un’analisi del refluo in uscita, individuare i parametri che eccedono ai limiti indicati nella normativa e successivamente scegliere un trattamento depurativo ottimale.

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