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Regione Calabria: Qual è la distanza minima tra muro e piscina a utilizzo pubblico?

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Regione Calabria: Qual è la distanza minima tra muro e piscina a utilizzo pubblico?

La Regione Calabria, nella sua vigente normativa, prevede – per quanto attiene il quesito – i seguenti riferimenti precisi per le piscine di Categoria A Gruppo 1 (piscine pubbliche propriamente dette):

– ogni lato della banchina perimetrale, realizzato in materiale antisdruciolo, deve avere larghezza preferibilmente pari a 2 metri e comunque non meno di metri 1,50;
– la banchina perimetrale deve essere realizzata con pendenza non inferiore al 3% orientato verso l’esterno per evitare la formazione di pozzanghere o, durante i lavaggi, per impedire la tracimazione in vasca dell’acqua.

Ne consegue che piscine non classificate di Categoria A Gruppo 1 non godono di normativa puntuale; è però necessario svolgere alcune riflessioni, riguardanti norme pregresse di valenza nazionale comunque in vigore perché adottate o non abrogate.

Si tratta dell’Accordo S/R/PA del 2003, del successivo Accordo interregionale “Disciplina interregionale delle piscine”, sottoscritto da tutti i Presidenti delle Regioni in data 16 dicembre 2004, che riguarda l’attuazione dell’Accordo S/R/PA del 16 gennaio 2003 e del contenuto della Norma UNI 10637 cui il citato ultimo Accordo fa esplicito riferimento.

Dette norme attribuiscono, alle singole autorità regionali l’individuazione e la formulazione dei requisiti strutturali delle diverse tipologie di piscina (in termini di classificazione).
È altresì opportuno ricordare che la Conferenza dei Presidenti ha trasmesso il testo pattuito con l’esplicita citazione “… Si trasmette l’Accordo … al fine di un’applicazione omogenea sul territorio.”.

Un ulteriore elemento su cui soffermare l’attenzione riguarda il riferimento all’Atto di Intesa S/R/PA del 1992 che, seppur sospeso con lettera circolare dall’allora Ministro della sanità Garavaglia, di fatto non è mai stato abrogato ma più semplicemente superato dall’Accordo S/R/PA del 2003; chi oggi utilizza detto Atto di Intesa, anche se non dovrebbe, non commette errori purchè prenda in considerazione aspetti non normati dal citato Accordo del 2003.

Sulla materia assume altresì rilevanza – in mancanza di una norma puntuale – l’indicazione da parte dell’ASL alla quale ci si rivolge per i pareri di merito; d’altro canto, essendo l’ASL competente per territorio quella che poi eserciterà i controlli, è scelta obbligata dialogare con essa.

Detto ciò, gli unici riferimenti che possono essere presi in considerazione sono quelli presenti esclusivamente nell’Atto di Intesa del 1992, che:

– all’Allegato 1 punto 2 “Spazi perimetrali intorno alla vasca” recita testualmente “Nelle piscine debbono essere previsti spazi piani privi di ostacoli transitabili lungo tutto il perimetro della vasca (banchine perimetrali) di larghezza non inferiore in ogni punto a m.2,00.

Le banchine perimetrali debbono avere una pendenza per l’allontanamento delle acque compresa tra il 2% ed il 3%; tale acqua deve essere direttamente convogliata in fogna senza possibilità di immissione in vasca o nel sistema di circolazione.”.

La domanda posta non può oggettivamente essere evasa se si fa riferimento a quanto sopra; se invece viene fatto riferimento a valutazioni soggettive, queste ultime dipendono da come il funzionario ASL valuta la cosa; molte realtà regionali fanno riferimento a quanto contenuto nel DM Interni del 18.3.1996 e successivo DM Interni 6.6.2005 e altre acconsentono a due soli lati praticabili con facilità e di agevole accesso e riducono anche la larghezza ( mt 1,5 applicazione art. 14 DM 18.3.1996).

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