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Quesito in merito al Coefficiente di dilatazione telo in PVC per rivestimento piscina e laghetto artificiale

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
L’istanza riguarda un impianto, sito in Sicilia, costituito da una piscina e da un laghetto artificiale che funge anche da vasca di compenso, entrambi impermeabilizzati con telo in PVC tipo “Elbe blue line SGB 150 Supra” con peso di 1990 gr/mq e spessore (certificazione DIN EN ISO 2286-3) di 1,5mm ± 10%. Tenuto conto della longitudine alla quale è realizzato l’impianto e le condizioni climatiche alle quali lavora il materiale suddetto, vengono formulate le seguenti istanze: quale possa essere il coefficiente di dilatazione del rivestimento, qualora esso venga sottoposto a temperature superiori ai 35° e quando non lavori normalmente e cioè non sia protetto dalla temperatura inferiore dell’acqua né compresso dalla sua pressione laterale; perdurando la situazione di non mantenimento del corretto livello di esercizio della vasca, sia possibile che, nell’arco di due-tre anni, nel telo possano essersi formate gibbosità a causa di una dilatazione naturale del materiale sottoposto ad alte temperature; 3- le piegature convesse presenti possano essere imputate a maldestra posa in opera del telo o invece si tratti di una dilatazione naturale del materiale esposto sia alle alte temperature che alla mancanza del corretto livello dell’acqua. Ad esplicitazione dell’istanza vengono prodotte tre immagini fotografiche: 1 - evidenzia il laghetto che funge da vasca di compenso per la piscina che lavora costantemente con un’altezza del pelo dell’acqua inferiore a 30-35 cm. rispetto al piano di calpestio; 2 - evidenzia le gibbosità presenti nel tratto dal piano zero di calpestio al livello del pelo dell’acqua; evidenzia che il comportamento del telo che riveste la piscina (che lavora normalmente col pelo dell’acqua a 10-15 cm. al di sotto del piano di calpestio), non ha subito alcuna deformazione.

Premesso che la tipologia di chiarimento posto, è tipico di un accertamento tecnico svolto sul posto anche per acquisire e svolgere eventuali ulteriori elementi conoscitivi e accertamenti, è opportuno precisare che maggiori e migliori dettagli in ordine a quanto chiesto dovrebbero essere messi a disposizione direttamente dal produttore; di seguito si forniscono comunque alcuni degli elementi ritenuti significativi, anche desunti dalle schede tecniche riferite ai materiali citati.

 

Riscontro all’istanza 1

Il dato chiesto non è rilevabile ne dalla scheda tecnica e neppure sul sito del Produttore; l’unica evidenza riguarda la temperatura limite di utilizzo del tipo di telo installato, che la fissa a 32°C sulla garanzia ufficiale.
Questa evidenza potrebbe essere sufficiente a invalidare tutti i riscontri chiesti, in quanto i parametro di riferimento è fuori dall’ambito di utilizzo del prodotto.
Esperienze operative specifiche acquisite per le vie brevi per un riscontro oggettivo, sconsigliano l’utilizzo del manto PVC con temperature costantemente superiori ai 32°C che determinano la conseguenza di quanto esposto nella fotografia.

Riscontro all’istanza 2

Una situazione di non conformità reiterata nel tempo, non può che avere come conseguenza il peggioramento dello stato delle deformazioni.
Stabilire su base fotografica la probabile o possibile causa delle gibbosità è oltremodo difficoltoso; l’analisi delle fotografie evidenzia però il fatto che la vasca di compenso è di fatto una bio-piscina che la colloca sicuramente fuori dall’ambito di utilizzo raccomandato dal Produttore. È altresì evidente, osservando la fotografia 3, un avallamento del filo superiore della piscina proprio in corrispondenza della borsa sul rivestimento.
Al riguardo, per poter formulare ipotesi maggiormente coerenti, sarebbero necessarie maggiori informazioni.

Riscontro all’istanza 3

Anche in questo caso, l’attribuzione della causa della gibbosità di un telo di rivestimento ad un eccesso di dilatazione del medesimo, è difficile da determinare per la genericità del problema – ancorchè evidente – su base esclusivamente fotografica; fermo restando quanto espresso nel riscontro all’istanza 2, potendo sussistere deformazioni anche sotto il pelo dell’acqua, la vasca dovrebbe essere svuotata per verificarne lo stato attuale complessivo.

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