Assopiscine risponde

Quali sono le normative per la gestione di una piscina in abitazione privata che diventerà Bed and Breakfast, in Sardegna?

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
In una villa con piscina ubicata a Olbia – Località Porto Rotondo, in Sardegna - verrà aperto il prossimo anno una struttura ricettiva (nello specifico un affittacamere); la struttura (prima casa residenziale) rimarrà quindi privata e funzionerà come un B&B con 6 camere. La piscina ha le seguenti caratteristiche: superficie, mq 64 – profondità variabile da 120 a 260 cm - volume mc 105. Viene avanzata richiesta per conoscere quanto segue: a) - è obbligatoria la presenza di un bagnino; in caso negativo quali sicurezze sono necessarie; b) - esistono obblighi particolari relativamente agli aspetti tecnici (skimmer, bocchette, ecc.); c) - la normativa di riferimento regionale o nazionale cui riferirsi; d) - quale autorità locale deve essere eventualmente coinvolta; e) - disponibilità di Assopiscine a eventualmente fornire un manuale generico per manutenere la piscina.

Il riscontro, all’istanza può essere sinteticamente espressa nei termini sottonotati.
a) La tipologia di fruitori dell’impianto piscina, nonché la dimensioni di profondità della stessa, determinano l’esigenza di assicurare il controllo degli utenti in vasca; le sicurezze aggiuntive sono rappresentate dalla presenza di salvagente recuperabile, da asta di aggancio, da segnaletica di profondità, …
b) Gli aspetti tecnici debbono essere valutati in relazione alle caratteristiche dell’impianto
c) La normativa nazionale è il testo dell’Accordo Stato/Regioni del 2003 mentre la normativa regionale o comunque locale è da recuperare presso la ASL territorialmente competente
d) Per la parte igienico-sanitaria e di sicurezza la ASL per le autorizzazioni strutturali il Comune
e) Il manuale di impianto non può essere generico in quanto riferito alla specificità dell’impianto; da esso deve essere derivato, con riferimento alla valutazione dei possibili potenziali rischi connessi sia alla gestione che all’utilizzo, il manuale di autocontrollo.
Entrando maggiormente nel merito, per corrispondere maggiormente alle singole istanze rappresentate, possono essere elencate le seguenti procedure di carattere informativo generico che potrebbero essere comunque utili al suo caso; le medesime sono peraltro da verificare in opportuna sede presso l’amministrazione comunale di appartenenza.

1) le attività di carattere turistico-ricettivo in Sardegna devono essere regolamentate ai sensi della nuova Legge Regionale numero 16/2017 del 28.07.2017 “Norme in Materia di Turismo” approvata dal Consiglio Regionale della Sardegna;

2) tutte le pratiche inerenti l’avvio di attività di questo tipo possono essere elaborate, redatte e trasmesse (tramite un tecnico incaricato dotato di procura speciale alla forma e alla trasmissione) al sistema SUAPE del Comune di riferimento (in questo caso Olbia) (sportello unico per le attività produttive e l’edilizia), con macroprocedimento relativo all’attività turistico-ricettiva della fattispecie e dei relativi endoprocedimenti ad esso associati, ivi compresa le richieste di autorizzazione per la “realizzazione di una piscina ricreativa“, che, a seconda della zona di appartenenza o degli eventuali vincoli paesaggistici o storico-artistici e/o archeologici esistenti, è assoggettata a richiesta di Autorizzazione Edilizia previo rilascio del nulla osta paesaggistico, che richiede quindi anche l’avvio dell’istanza relativa alla Autorizzazione Paesaggistica; in quest’ultimo caso la tipologia di iter riguarda un INTERVENTO AVVIABILE A SEGUITO DI RILASCIO DI PROVVEDIMENTO ESPRESSO, che, tramite conferenza servizi, provvederà a coinvolgere gli enti competenti per materia d’interesse: come ad esempio Assessorato Servizio tutela paesaggistica, Assessorato Ambiente/Servizio SAVI, Ufficio tecnico edilizia privata comunale, Abbanoa s.p.a. ecc.

3) per quanto riguarda il quadro normativo di riferimento per le piscine in Sardegna si conferma quanto segue: a) per gli aspetti di carattere tecnico-funzionale e prestazionale ai fini della realizzazione alla regola dell’arte, si fa riferimento alle NORMA TECNICHE UNI applicabili per piscine ricreative in strutture ricettive, b) per il disciplinare, allo stato attuale non avendo la Regione Sardegna recepito ufficialmente con specifico regolamento, resta di riferimento principale, per le ASL, il testo dell’Accordo Stato/Regioni del 2003.
A tal proposito La nostra Associazione sta intrattenendo un dialogo di confronto in Regione presso l’Assessorato, tramite il mio ruolo di Delegato Regionale, proprio per la valutazione del recepimento ufficiale dell’accordo Stato-Regioni, che miri anche a disciplinare gli aspetti più delicati e importanti per quel che riguarda la sicurezza: quale il tanto dibattuto tema del servizio di salvataggio e assistenza bagnanti nelle piscine ricreative in strutture ricettive della regione Sardegna.
Tutto quanto sopra esposto, possono essere informazioni utili per iniziare il percorso che condurrà all’avvio dell’attività, che debbono peraltro essere valutate, analizzate e verificate specificamente per ogni singola realtà, presso gli uffici della pubblica amministrazione di appartenenza, competenti in materia; nel caso in questione l’ Ufficio SUAPE del Comune di Olbia.

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