Assopiscine risponde

Quali sono le modalità di verifica e prova scivolosità per pavimentazioni in marmo per bordo e camminamento piscina?

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Una azienda associata che produce pavimentazioni in marmo chiede quali siano le modalità di verifica e prova delle caratteristiche di scivolosità del prodotto (ai sensi della norma tecnica DIN 51097-Classe C antiscivolo), con particolare riferimento a quelle utilizzate per bordo e camminamento piscina. Tale certificazione viene rilasciata da specifici laboratori di prova. Viene chiesto se - L’istanza è in linea con le normali richieste - Le verifiche possono essere eseguite direttamente all'interno dell'azienda oppure è necessario in ogni caso rivolgersi ad un laboratorio accreditato - La reperibilità della norma DIN 51097 in inglese, è possibile - La verifica delle caratteristiche del prodotto deve essere svolta per ogni lotto di fornitura.

L’interrogativo avanzato ha già trovato riscontro, ancorchè per diversa motivazione, in un approfondimento documentato nella rubrica in “Assopiscine risponde” del 18 febbraio 2016 dal titolo “Confronto tra i vari sistemi di valutazione della scivolosità dei materiali per piscina” (https://www.assopiscine.it/servizi/assopiscine-risponde/290 confronto tra i vari sistemi di valutazione della scivolosità dei materiali per piscine).
Per quanto di interesse vengono di seguito espresse alcune delle considerazioni riconducibili al citato riscontro:
“Norma DIN 51097 (Germania): è applicata per la classificazione delle piastrelle in base alla loro scivolosità in ambienti sottoposti a traffico pedonale a piedi nudi, con test di idoneità e rispondenza previsti dalla norma DIN 51130, utilizzando i coefficienti previsti dalla DIN 51097, che classificano i prodotti in base al loro coefficiente d’attrito, in funzione delle esigenze specifiche di un determinato ambiente.
La normativa citata distingue la scivolosità delle superfici calpestabili (a piedi calzati o a piedi nudi) e precisa che, laddove si tratti di ambienti in presenza d’acqua, il pavimento destinato al calpestio a piedi nudi deve rispondere a specifiche prestazioni (DIN 51097).”
La normativa antiscivolo di riferimento (DLgs. 81/2008 art. 63 – DM. 236/1989) prevede che tale tipo di pavimentazione deve essere presente in tutti i luoghi aperti al pubblico; tuttavia non dettaglia il tipo di pavimentazione da installare nei diversi ambienti, bensì rinvia alle diverse classi di rischio (coefficiente di scivolamento R) per le diverse attività.
I coefficienti sono attribuiti in base a test di laboratorio da certificare da parte del produttore del materiale; l’accertamento del mantenimento del requisito è in capo al titolare (gestore, responsabile, …) che periodicamente deve documentarne l’effettuazione e mettendo gli atti a disposizione dell’organo di vigilanza (se chiesta come dimostrazione documentali).
L’abbinamento pavimentazione antiscivolo con lo specifico utilizzo normalmente segue questi abbinamenti:
R9 – interni non accessibili direttamente dall’esterno; ambulatori medici R10 – bagni e servizi igienici, spogliatoi, docce e bordi piscine, aree comuni.

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