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Quali le modalità di esecuzione della procedura di eliminazione batteri della Legionella in ambienti pubblici (es. soffioni doccia) e come prevenire la legionellosi.

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Quali le modalità di esecuzione della procedura di eliminazione batteri della Legionella in ambienti pubblici (es. soffioni doccia) e come prevenire la legionellosi.

Il genere Legionella comprende 57 diverse specie (sottospecie incluse) e circa 70 sierogruppi, ma non tutte le specie sono state associate a casi di malattia nell’uomo.

Legionella pneumophila è la più frequentemente rilevata nei casi diagnosticati ed è costituita da 16 sierogruppi di cui Lp. sg 1 è causa del 95% delle infezioni in Europa e dell’85% nel mondo.

Non è nota la dose infettante per l’uomo.

L’inalazione o microaspirazione di aerosol di acque contaminate sembra essere il principale meccanismo di ingresso nell’albero respiratorio da parte della Legionella.

Tutte le strutture quindi in cui vi siano impianti e processi tecnologici che comportano un riscaldamento dell’acqua e la sua nebulizzazione, possono quindi considerarsi a rischio.

Tra queste alberghi, campeggi, centri benessere, piscine termali e molti altri ambienti di vita collettiva sono stati associate a episodi di Legionella.

L’unico serbatoio naturale di Legionella è l’ambiente

Dal serbatoio naturale (ambienti lacustri, corsi d’acqua, falde idriche, acque termali, fanghi etc.) il germe passa nei siti che costituiscono il serbatoio artificiale (acqua condottata cittadina, impianti idrici dei singoli edifici, fontane, idromassaggi etc.) che possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo

Fattori predisponenti la proliferazione sono i ristagni d’acqua, la temperature dell’acqua compresa fra i 25° ed i 45°, la presenza di sedimenti di calcare e soprattutto di biofilm, alcune caratteristiche dell’impianto idrico come situazioni di ristagno dovuto a “rami morti” o scarsa circolazione e infine presenza di serbatoi di accumulo con scarsa manutenzione e poco ricircolo.

 

Interventi da effettuare

La tipologia degli interventi da effettuare è da mettere in relazione alla concentrazione di legionella in CFU/L nell’impianto idrico

< 100 – Nessun intervento

> 100 ma < 1.000 – Verificare che siano in atto le misure di controllo – Negli stabilimenti termali effettuare una bonifica

> 1.000 ma < 10.000 – In assenza di casi, verificare che siano in atto le misure di controllo ed effettuare una valutazione del rischio – In presenza di uno o più casi rivedere le misure di controllo messe in atto ed effettuare una bonifica

> 10.000 – Contaminazione importante! Bonificare immediatamente sia in presenza che in assenza di casi – Successiva verifica dei risultati, sia immediatamente dopo la bonifica, sia periodicamente per verificare l’efficacia delle misure adottate.

 

Metodi di bonifica

Per la scelta del tipo di intervento da adottare, è fondamentale considerare la tipologia dell’impianto e i materiali impiegati, la eventuale presenza di incrostazioni, corrosioni e biofilm, la formazione dei sottoprodotti della disinfezione; esistono diversi prodotti e sistemi di intervento:

  • Iperclorazione – Immettendo in linea una soluzione di ipoclorito di sodio ad una concentrazione di 20/50 mg/l , per circa 2 ore, svuotando completamente circuiti e accumuli. Oppure un’iperclorazione continua fornendo alle utenze una concentrazione di cloro libero da 1 a 3 mg/l;
  • Trattamento termico – Aumento delle temperature dell’acqua calda a 70-80° continuamente per tre giorni con scorrimento di 30 minuti;
  • Utilizzo Perossido d’idrogeno-argento – Il reagente, in soluzione stabilizzata, viene immesso in rete mediante una pompa dosatrice controllata da un idoneo dispositivo di regolazione in funzione del flusso dell’acqua da trattare (concentrazione in acqua consigliata è 10mg/L per il perossido di idrogeno e di 10μ/L per lo ione argento;
  • Ionizzazione rame argento – Immissione all’interno del circuito di ioni di rame (0,2-0,4 mg/l) ed argento (0,02-0,04 mg/l) per svolgere un’azione battericida;
  • Biossido di cloro – Viene prodotto in loco mediante un generatore e immesso nel circuito ad una concentrazione di 0,2-0,4 mg/l. Più attivo nei confronti dei biofilm;
  • Radiazioni ultraviolette – Installazioni di lampade a raggi ultravioletti progettate per temperature dell’acqua fino a 65°. Installazione al punto d’uso nei reparti di terapia intensiva o sull’anello del ricircolo.

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