Assopiscine risponde

Quale regolamentazione adottare per piscina all’interno di un residence i cui appartamenti vengono affittati a terzi dai rispettivi proprietari?

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Un residence privato formato da 48 unità abitative è dotato di parco e piscina (profondità massima 180 cm – dotata di recinzione a siepe e cancelletto di accesso ma non di assistenza ai bagnanti). Alcuni proprietari hanno iniziato ad affittare le proprie case con cadenza temporale di settimana/mese/stagione; altri proprietari manifestano preoccupazione perché l’attività che è stata avviata viene a configurarsi di tipo turistico-ricettiva e necessiterebbe di particolari adeguamenti. L’Amministratore dello stabile non ha saputo fornire risposte certe. L’istanza che viene avanzata riguarda: la possibilità di cedere in locazione l’alloggio con l’uso della piscina che non è dotata di una precisa regolamentazione al riguardo ed è priva di assistente bagnanti; la possibilità di obbligare coloro che cedono in locazione gli alloggi a pagare le eventuali opere e gli oneri derivanti dall’assunzione dell’assistente bagnante.

Premesso che le norme di valenza nazionale cui riferirsi riguardano:

  • l’Accordo Stato/Regioni/Province del 16 gennaio 2003 sugli “Aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio”
  • l’Accordo Interregionale del 16 dicembre 2004 sulla “Disciplina interregionale delle piscine”
  • la Norma UNI 10637 “Requisiti degli impianti di circolazione, filtrazione, disinfezione e trattamento chimico dell’acqua di piscina”, la classificazione delle piscine della tipologia suesposta rientra nominalmente tra quelle collocate nel Gruppo B “Piscine facenti parte di condomini” destinate esclusivamente agli abitanti del condominio e ai loro ospiti (che beneficiano di agevolazioni legati alle norme applicative fissate dalle Regioni).

Il fatto che alcuni degli alloggi vengano locati (evidentemente con uso di piscina) di fatto modificano la condizione di utilizzo dell’impianto che da classificato come Gruppo B diventa, per questi ultimi, di Gruppo A2 (con esigenza di assistente bagnanti) inserendosi in strutture adibite ad altre attività ricettive (per esempio alberghi, camping, complessi ricettivi, agriturismi e simili – accorpando in quest’ultimo termine, residence, bed & breakfast, …); gli occupanti degli alloggi commercialmente locati infatti non si configurano come ospiti temporanei dei detentori l’alloggio che possono beneficiare dell’uso.

Ciò premesso, non potendo escludere commistione tra le due condizioni, il principio di maggior tutela fa prevalere le attenzioni dovute al Gruppo A2 rispetto a quelle del Gruppo B.
L’eventuale mantenimento della distinzione dei due gruppi di utilizzatori (con le differenti modalità di vigilanza) potrebbe avvenire solamente con la distinzione fisica dei momenti di utilizzo (esempio mattino Gruppo B e pomeriggio Gruppo A2; ovviamente con differenti condizioni di gestione).

L’impianto piscina, peraltro, si presume sia dotato di regolamento di gestione che deve esplicitare, tra l’altro, la tipologia di piscina di che trattasi, le condizioni di utilizzo della stessa, i titolari dell’accesso e, nella fattispecie, i differenti momenti di utilizzo con indicate le relative modalità.

Tenuto conto della profondità massima della piscina e del numero (presumibile) dei beneficiari si evidenzia che la dimensione della vasca offre lo spunto per una riflessione (a prescindere dal contenzioso in questione) sull’utilità del servizio di assistenza bagnanti e sulla opportunità, almeno, di un servizio di pronto intervento assicurato in ragione delle disposizioni locali emesse dall’organo sanitario di vigilanza territoriale.

Opportuno parrebbe comunque un interessamento dell’Amministratore dello stabile (che per quanto se ne può dedurre dalle informazioni fornite risulterebbe anche essere il Responsabile dell’Impianto con adeguate conoscenze e opportuna formazione) presso l’ASL competente per territorio, per conoscere le eventuali ulteriori norme cui doversi riferire in relazione all’area territoriale di insediamento dell’impianto.

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