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Qual è la regolamentazione analisi acqua e tenuta registri di una piscina condominiale?

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Trattasi di un condominio situato nella zona di Peschiera Borromeo (MI) con annessa piscina condominiale. Viene chiesto quali siano le procedure da osservare per l’analisi delle acque e con quale frequenza le stesse debbono essere eseguite. Viene altresì chiesto quali sono i registri che il condominio deve detenere sul posto.

In Lombardia, è stato emanata la Delibera della Giunta Regionale 17 maggio 2006 numero 8/2552 “Requisiti per la costruzione, la manutenzione, la gestione, il controllo e la sicurezza, ai fini igienico-sanitari, delle piscine natatorie” pubblicato sul Bollettino numero 23 del 5 giugno 2006 entrato in vigore il 5 luglio 2006, che innova la normativa riguardante le piscine in Lombardia. Detto atto deriva dall’accordo “Stato e Regioni” del 16 gennaio 2003 che ha disciplinato gli aspetti igienico-sanitari delle piscine stabilendo i requisiti di qualità dell’acqua, lasciando alle Regioni il compito di recepirlo in un provvedimento regionale e renderlo vigente, anche con eventuali modifiche.
Una importante novità è la classificazione delle piscine e delle vasche natatorie che, nella fattispecie, riguardano piscine condominiali (quelle private a disposizione dei soli condomini).
Le caratteristiche dell’acqua natatoria della piscina devono essere conformi a quanto contenuto nell’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 e l’esercizio delle attività è subordinato alle procedure definite che elencano i requisiti strutturali, tecnici, organizzativi, gestionali e igienico-sanitari che devono avere le piscine ed i loro impianti tecnologici. Altro elemento di novità è il sistema dei controlli del corretto funzionamento delle piscine: i controlli “interni” devono essere eseguiti secondo protocolli di gestione stabiliti da parte del responsabile dell’attività (gestore); i controlli “esterni” vengono effettuati dall’Azienda Sanitaria Locale mediante visite ispettive, campionamento e analisi dell’acqua con frequenze variabili in funzione delle tipologie di piscine (vasche scoperte due volte a stagione).
Nel caso in cui i controlli della ASL diano risultati non conformi, la stessa ASL darà prescrizioni al gestore per ripristinare le condizioni di sicurezza entro un termine fissato; se i successivi controlli non danno esito positivo, la ASL propone all’Autorità Comunale l’eventuale sospensione dell’attività, oppure nei casi più gravi la chiusura delle vasche interessate, fino al ripristino dei requisiti previsti dalla norma.
L’inosservanza delle disposizioni è punita con la sanzione amministrativa prevista dal vigente Regolamento Locale d’Igiene.
Le piscine già in funzione alla data di entrata in vigore della deliberazione, in possesso del parere favorevole rilasciato dalla ASL, potevano continuare l’attività se avessero provveduto a:
– far redigere il documento di valutazione del rischio con i relativi Registri entro la data del 5 ottobre 2006 (Registro di piscina e Registro dei controlli giornalieri dell’acqua); – inviare alla ASL competente una notifica con allegata la documentazione prevista per la dichiarazione di inizio attività entro la data del 1 gennaio 2007. In particolare la deliberazione cui ci si riferisce, sancisce che i requisiti tecnici di gestione e funzionamento della piscina nonché quelli dell’acqua natatoria di cui all’Accordo Stato/Regioni, devono essere rispettati a decorrere dalla data di entrata in vigore dell’atto regionale.
Relativamente alle piscine condominiali, la deliberazione prevede che al fine di mantenere l’acqua di vasca costantemente entro i limiti previsti in ogni condizione di utilizzo ogni piscina, la stessa deve essere dotata di impianti tecnologici per il trattamento dell’acqua; l’individuazione dei punti critici, le procedure da osservare per l’analisi delle acque e la relativa frequenza temporale di effettuazione devono essere indicate nel documento di valutazione dei rischi.
Il titolare dell’impianto è l’amministratore che, se non previsto dal Codice Civile, viene sostituito dai condomini; Il titolare dell’impianto deve redigere il piano di autocontrollo e nominare l’addetto agli impianti tecnologici.
Il titolare dell’impianto deve provvedere ad identificare l’eventuale necessità di vigilanza o assistenza bagnanti, nonché le modalità con cui può essere espletato detto servizio.
Il servizio di assistenza bagnanti deve, comunque essere previsto qualora il volume totale delle vasche sia > 300 m3 e/o la profondità sia > 1,40.metri.
All’ingresso della struttura deve essere esposto il regolamento riguardante il comportamento che frequentatori e bagnanti devono tenere.
La frequenza delle analisi sul campo e di laboratorio sull’acqua di vasca deve essere conforme alla norma UNI 10637:2016.

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