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Quale aliquota IVA applicare per piscina inferiore agli 80 mq per prima casa esistente?

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Quale aliquota IVA applicare per piscina inferiore agli 80 mq per prima casa esistente?

Il quesito evidenzia due fattispecie:

  1. la prima casa è già esistente e pertanto vi sarà ritengo una nuova autorizzazione per ampliarla costruendo la piscina (ora non esistente)
  2. la piscina ha una superficie inferiore a 80 mq

Per quanto riguarda il punto 2) la specifica non è più necessaria per le realizzazioni che avvengono a partire dal 13.12.2014 in quanto per effetto delle modifiche contenute nell’articolo 33 del D.Lgs. 175/2014 (“semplificazioni fiscali”), in vigore appunto dal 13 dicembre 2014, secondo cui anche per usufruire dell’aliquota ridotta del 4%, si dovrà far riferimento alla categoria catastale degli immobili e saranno considerati di lusso, quindi non agevolabili, le unità immobiliari classificate in catasto nelle categorie A/1, A/8 e A/9 a prescindere dalle loro caratteristiche.
In questo senso si è recentemente espressa anche l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 31/E/2014.

In base a quanto esposto, si ritiene pertanto che la realizzazione della piscina in questione, se resa pertinenza di un immobile che NON è accatastato nelle categorie A/1, A/8 o A/9, possa essere assoggettata all’aliquota IVA prevista per la realizzazione di immobili oggettivamente e soggettivamente qualificabili come “prima casa.

Tornando al punto 1) la richiesta di aliquota agevolata al 4% sottintende due cose a) di poter godere della aliquota agevolata anche successivamente alla costruzione della abitazione; b) che la piscina è pertinenziale all’abitazione

Ora, per rispondere alla prima parte del quesito, si allega la circolare 30.11.2000 n. 19E dalla quale si evince la sostanziale possibilità di ampliare la propria abitazione con nuove pertinenze purchè i nuovi locali non costituiscano unità autonoma e che l’immobile non si configuri “Di Lusso” Ora certamente i nuovi locali non saranno una unità autonoma e altrettanto certamente qualora il nuovo accatastamento (sulla base della nuova normativa) della abitazione finita non sarà inserito nelle categorie A/1, A/8, A/9 si può affermare che è ragionevole applicare ai contratti di appalto l’aliquota Iva del 4% nel caso del quesito posto.

Attenzione però: questa interpretazione non sempre è avallata dai funzionari della Agenzia delle Entrate.

 

Circolare 30.11.2000 n. 19E

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