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Piscina in impianto sportivo: quali autorizzazioni sono necessarie e su chi gravano le responsabilità in caso di gestione da parte di 2 soggetti giuridici?

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Per una piscina esistente presso uno Sporting Club del Comune di Mandello del Lario in Regione Lombardia, viene chiesto se: - l’eventuale apertura dell’impianto ai soci e al pubblico pagante, necessita del preventivo parere della Commissione di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo; - l'impianto natatorio viene gestito da due diversi soggetti giuridici (ore diurne da parte di chi gestisce il ristorante annesso allo Sporting Club e ore serali al titolare), in quale modo è possibile determinare il soggetto in capo al quale gravano le responsabilità. Viene altresì precisato che la deliberazione della Giunta della Regione Lombardia n. 8/2552 recita: "Resta ferma, per i casi applicabili, l'acquisizione della agibilità rilasciata, a seconda del tipo di impianto, dalla Commissione di Vigilanza competente" ed evidenziato che non è chiaro quali possano essere i casi nei quali il parere ex art. 80 dl TULPS è obbligatorio.

La piscina in questione, qualora fosse asservita ai soli soci dello Sporting, si qualifica come piscina ad uso collettivo cioè in strutture già adibite ad attività ricettive o al servizio di collettività accessibili ai soli ospiti, clienti, soci della struttura stessa (categoria a/2); qualora la piscina, ancorchè di proprietà privata, fosse accessibile anche ad una utenza generica (con il pagamento di un biglietto di ingresso), si qualifica come piscina pubblica (categoria a/1).
Premesso che l’utilizzabilità dell’impianto è subordinata, come citato dalla DGR 8/2552, dall’acquisizione della agibilità da parte del Comune che, in fase di analisi e valutazione del progetto realizzativo dell’impianto, avrà espresso le eventuali prescrizioni (anche sanitarie e ambientali).
Il periodo di attività dell’impianto (annuale o stagionale) deve essere comunicato al Comune e alla ASL competenti per territorio.
Relativamente alla gestione della piscina, il soggetto titolare dell’impianto deve individuare un unico Responsabile delle stesso che, a sua volta, deve assicurare la coerenza comportamentale di tutti i soggetti coinvolti e rispettare i vincoli definiti dall’atto regionale; il Responsabile deve altresì assicurare la continuità gestionale dell’impianto per tutto il suo periodo di funzionamento.
Le modalità dell’eventuale sostituzione temporanea del Responsabile deve essere dichiarata negli atti organizzativi e pattuito con atto scritto; ciò non manleva il Responsabile di piscina dalle responsabilità derivanti dal ruolo.

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