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Piscina costruita da una cooperativa: è da considerarsi pubblica o privata? E’ necessaria la figura dell’assistente bagnante?

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Un gruppo di 9 persone hanno costituito una cooperative che ha realizzato una piscina, ubicata in Lombardia nei pressi del lago di Como, con il punto maggiormente profondo pari a circa metri 2, ad uso esclusivo dei soci aprendola ai rispettivi famigliari. Viene chiesto di conoscere se: - la piscina è da considerare privata o pubblica e, conseguentemente, quali le condizioni - sussiste l'obbligo della figura dell’Assistente bagnante.

L’istanza avanzata deve essere contestualizzata all’interno della normativa vigente e sottoesposta, partendo dalla qualificazione della piscina.
Due le possibili qualificazioni dell’impianto in questione:
– assimilabile a quelle condominiali con utilizzo esclusivo dei condomini e dei loro ospiti; ciò se l’assimilabilità è compatibile con i contenuti statutari della cooperativa
– assimilabile ad una piscina ad uso collettivo qualora la medesima sia parte di una struttura già adibita in via principale ad altra attività al servizio di una collettività e sia accessibile ai soli soci della struttura stessa.

Entrambe le qualificazioni non possono essere meglio definite per mancanza di elementi. Sono comunque definibili i seguenti concetti di riferimento:
– l’Accordo Stato/Regioni del 2003 “Aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio” qualifica di “categoria a/2” le piscine ad uso collettivo inserite in strutture adibite ad attività ricettive oppure al servizio di collettività
– il già citato Accordo qualifica di “categoria b” le piscine la cui natura giuridica è definita dagli articoli 1117 e seguenti del codice civile e nelle quali rientra la piscina in questione
– la Deliberazione Giunta Regionale Lombardia del 17 maggio 2006 numero 8/2552 “Requisiti per la costruzione, la manutenzione, la gestione, il controllo e la sicurezza, ai fini igienico-sanitari, delle piscine natatorie” precisa che sono da considerare di “categoria a” le piscine inserite in strutture già adibite, in via principale, ad attività ricettive accessibili ai soli ospiti, clienti, soci della struttura stessa
– la già citata deliberazione qualifica altresì di “categoria b” la piscina che costituisce pertinenza di edificio o complesso residenziale composto da più di quattro unità abitative di proprietà di una unica persona o di più persone.

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