Assopiscine risponde

Piscina all’interno di impianto sportivo: chiarimenti in merito alle dichiarazioni da presentare in caso di sostituzione pezzi, e in merito ai ruoli di responsabile piscine e responsabile manutenzione impianti

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Trattasi di tre piscine ricreative, all'interno impianto sportivo, aperte ai clienti tesserati dalla società o comunque dotati di tessera Aics, rimaste inattive per un biennio. La società che gestisce l’impianto ha in corso di presentazione una SCIA e, d’intesa con la AUSL competente, considerato che sono state cambiate solo le pompe e alcuni pezzi del quadro elettrico dedicato, presenterà la vecchia documentazione d'impianto con allegata una dichiarazione del manutentore che attesta che nulla è cambiato tranne i pezzi sostituiti e relative schede tecniche. Relativamente alla sostituzione delle pompe e di qualche pezzo di quadro elettrico, viene chiesto se va bene la SCIA o deve essere presentata una dichiarazione di conformità e, inoltre, quali requisiti deve avere l'azienda che presenta una o l'altra dichiarazione; Tenuto inoltre conto che l’AUSL ha chiesto di indicare chi riveste il ruolo di responsabile piscine e responsabile manutenzione impianti, non risultando - da informazioni acquisite direttamente (in Emilia Romagna) - che ancora non è stata definita la figura in modo specifico, il ruolo sarà svolto dalla Richiedente quale Presidente della Società, mentre, non avendo ricevuto riscontri, viene domandato chi può rivestire il ruolo di responsabile della manutenzione.

Riscontro al quesito 1)

L’attuazione della delega in materia, attuata a norma dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124, la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) è stata pubblicata sulla G.U. 162 del 13 luglio 2016 con il decreto legislativo 30 giugno 2016 n. 126 entrando in vigore il 28 luglio. Con la SCIA occorre l’intervento di un professionista tecnico abilitato, che certifichi la correttezza dell’intervento, precisando il nome dell’impresa che effettua i lavori; non è previsto il pagamento di oneri al Comune e gli interventi possono partire immediatamente (il Comune può, però, bloccare il cantiere entro 30 giorni per non conformità di natura tecnica o giuridica).
La SCIA dovrà essere utilizzata per
– gli interventi di manutenzione straordinaria su parti strutturali;
– interventi di restauro e di risanamento conservativo riguardanti parti strutturali;
– interventi di ristrutturazione edilizia;
– le varianti a permessi di costruire che non modificano parametri urbanistici e volumetrie, destinazione d’uso, categoria edilizia e che non alterano la sagoma delle strutture vincolate;
– le varianti a permessi di costruire che non portano a variazioni essenziali, ma solo se sono conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso richiesta dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico e prescritti dalle altre normative di settore.

I lavori realizzabili con la Scia possono iniziare il giorno stesso in cui si presenta la documentazione. Relativamente alla modulistica da utilizzare, nel corrente mese di maggio è stato raggiunto l’Accordo tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali per adottare moduli unificati e standardizzati che definiscono, per tipologia di procedimento, i contenuti tipici e la relativa organizzazione dei dati delle istanze, delle segnalazioni e delle comunicazioni in edilizia; tali documenti sono contenuti, come allegato, nel citato Accordo. Relativamente ai requisiti dell’Impresa che viene ad essere coinvolta, la medesima deve possedere i requisiti di cui al DLgs. 81/2008 ed essere abilitata alla certificazione degli interventi eseguiti ai sensi e per gli effetti del DM 37/2008 (come modificato dal DM Sviluppo Economico del 19/05/2010) rilasciando al committente la dichiarazione di conformità. È comunque doveroso precisare che il professionista incaricato della produzione del documento prenda preventivo contatto con la AUSL di riferimento territoriale per convenire con essa eventuali specificità che la medesima può chiedere.


Riscontro al quesito 2)

Le figure previste dalla disposizione in vigore in Italia sono individuabili al Punto 4 “Dotazione di personale, di attrezzature e materiali” paragrafo 4.1, dell’Accordo S/R del 16 gennaio 2003 sugli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio, laddove viene enunciato che il titolare dell’impianto individua il Responsabile dell’igiene e della sicurezza degli impianti, l’Assistente bagnanti e il Responsabile della funzionalità della piscina.
La figura professionale di riferimento in piscina è il Responsabile dell’igiene e a lui il citato Accordo attribuisce, in base al contenuto del successivo Punto 6 “Controlli interni”, l’onere di promuovere, vigilare e assicurare che i protocolli di gestione e il piano di l’autocontrollo predisposti per garantire una efficace fruizione dell’impianto piscina siano correttamente applicati.

Le figure di “Responsabile di piscina” e di “Responsabile degli impianti tecnologici” – prendendo a riferimento la normativa regionale vigente in Emilia Romagna (riferimento citato nell’istanza), estensibile con eventuali marginali differenze formali, alle diverse normative locali – possono essere così espresse:
Responsabile della piscina – persona individuata da chi ha la responsabilità giuridica della struttura che risponde del funzionamento della struttura dal punto di vista igienico-sanitario e della sicurezza dei frequentatori;cura l’aspetto igienico sanitario delle vasche e dei servizi a disposizione della struttura e deve assicurare il rispetto dei requisiti igienico ambientali contenuti ed espressi nella tabella A dell’allegato 1; è responsabile della valutazione dei rischi chimici, fisici e microbiologici dell’impianto, dell’individuazione dei punti critici e della determinazione delle azioni correttive, nonché della corretta esecuzione e dell’aggiornamento delle procedure di autocontrollo indicate nel piano di autocontrollo.
Responsabile degli impianti tecnologici – persona che ha il compito di garantire il corretto funzionamento degli impianti (centrale idrica ed impianti di trattamento dell’acqua, centrale termica ed impianti di produzione acqua calda, impianti elettrici ed antincendio, impianti di riscaldamento, di ventilazione e di condizionamento dell’aria, impianti di smaltimento delle acque e di depurazione, impianti di sicurezza e di allarme).

Il “Responsabile di piscina” e il “Responsabile degli impianti tecnologici” è bene siano in possesso di specifica formazione acquisita partecipando a iniziative formative strutturate che presuppongano la conoscenza degli elementi essenziali correlati ad una corretta azione di governo nel rispetto delle specifiche responsabilità. In particolare il “Responsabile degli impianti tecnologici” dovrà gestire centrali e impianti in base a specifiche conoscenze maturate anche attraverso una operatività concreta.

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