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L’installazione di una copertura per piscina è una soluzione efficace per la sicurezza e per il contenimento energetico?

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
A seguito della realizzazione di un impianto piscina (dimensioni vasca 8X18X1,50 metri) destinato ad un utilizzo anche pubblico ancorchè annesso ad una struttura edilizia abitativa privata, sono state chieste adeguate misure di sicurezza che regolamentino l’accesso alla vasca e, in caso di inattività della medesima, che ne impediscano la frequentazione; viene chiesto quali possibili soluzioni sono normativamente ammesse e suggerite (gradito sarebbe ricevere indicazioni circa alternative possibili) quando la vasca di balneazione non è presidiata. Tenuto conto che sono state formulate prescrizioni anche in ordine all’adozione di soluzioni idonee ad un contenimento energetico (finalizzato in particolare al risparmio dell’acqua); viene chiesto se l’eventuale installazione di una copertura può essere considerata una soluzione efficace per il conseguimento del risultato (anche a fini di sicurezza) oppure se l’installazione può essere considerata efficace solamente per gli aspetti di sicurezza (anche in questo caso sarebbe gradito poter ricevere informazioni di dettaglio circa l’efficacia delle diverse tipologie di copertura, rigida o altro). Qualora l’efficacia fosse solamente quella della sicurezza, viene chiesto quale potrebbe essere la soluzione migliore per ottenere un efficace contenimento energetico.

Preliminarmente è opportuno effettuare una considerazione di ordine generale che prescinde da ogni valutazione di merito legata alla classificazione della vasca che, se pubblica, deve attenersi ai vari recepimenti Regionali dell’Accordo Stato/Regioni del 16 gennaio 2003 ed alle eventuali normative o leggi regionali in vigore (ovviamente per queste ultime la competenza è quella territoriale). È altresì opportuno considerare che in assenza di Norme Nazionali od Europee – anoorchè ci siano aziende che applicano protocolli di controllo, validati da enti terzi, che contengono specifiche prescrizioni tecnico-realizzative – la copertura, pur essendo di fatto assimilabile ad un elemento di sicurezza, anorchè non possa essere formalmente idonea ad essere classificata come tale poiché non sussistono elementi giuridico-normativo di riferimento per l’emissione di tale documento, può essere considerata comunque utile per la sicurezza. Si evidenzia che nei momenti di inattività della piscina allorquando non è fisicamente presente l’Assistente Bagnanti – aspetto che deve comunque essere esplicitato nel Regolamento di utilizzo dell’impianto – opportuno può essere l’abbinamento della copertura ad un altro elemento di interdizione che impedisca l’avvicinamento fisico alla vasca. Specificamente all’aspetto energetico, è risaputo che il maggior dispendio in piscina è conseguenza dell’evaporazione dell’acqua e che una copertura che galleggia su di essa, comprese quelle automatiche, contribuiscono ad un significativo impatto sul suo risparmio.
Viste le dimensioni della piscina ed il fatto che sia una struttura esistente, fermo restando quanto sopra esposto, può essere formulata la seguente ipotesi:
– adozione di una copertura automatica, con sistema di ancoraggio idoneo al superamento dei parametri imposti dalla NF P 90-308, per un contenimento energetico valutato in ordine alla dispersione di calore, ipotizzando il riscaldamento dell’acqua di vasca, nonché l’utilizzo dei dispositivi elettrici associati all’impianto di filtrazione.

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