Assopiscine risponde

In quali casi è obbligatoria la presenza del bagnino per piscina in residence e quali sono le responsabilità dell’amministratore di condominio?

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Ai fini della sicurezza, in quali casi è obbligatoria la presenza del bagnino in una piscina in residence (quindi di almeno 100 mq)? Nel caso di non obbligatorietà del bagnino, quali le responsabilità dell’amministratore del condominio relative alla sorveglianza della piscina?

Risposta

La piscina in questione – fatti salvi errori interpretativi o deduttivi legati all’essenzialità dell’informazione fornita – è da considerare piscina condominiale categoria B gruppo B1 (la cui natura giuridica è definita dagli articoli 1117 e seguenti del Codice Civile, destinate esclusivamente agli abitanti del condominio e ai loro ospiti) che, superando i 100 mq di superficie (non viene precisata la profondità che peraltro in questo caso è ininfluente), non rientra nella casistica prevista da diverse regioni che ammettono deroghe in presenza di soluzioni alternative di mitigazione.
Pertanto può e deve essere fatto riferimento esclusivamente agli Accordi Stato-Regioni del 2003 e Interregionale del 2004, che evidenziano e ribadiscono il principio della necessità della figura dell’assistente bagnante che deve essere persona abilitata alle operazioni di salvataggio e di primo soccorso, ai sensi della normativa in materia.
Tale figura, al fine della sicurezza, ha il compito di vigilare sulle attività che si svolgono nelle vasche e negli spazi perimetrali intorno a esse e sul rispetto del regolamento interno.
La sua presenza dovrà essere assicurata durante tutto l’orario di apertura della struttura, in ottemperanza a quanto previsto dal Decreto Ministeriale 18 marzo 1996 – Norme di sicurezza.
L’assistente bagnante deve essere in possesso di abilitazione conseguente a corso di formazione svolto da FIN (Federazione Italiana nuoto) o Società Italiana di Salvamento, allo scopo riconosciute dallo Stato.
Relativamente alle responsabilità, in caso di incidente con danno alla persona frequentatrice l’impianto, qualora l’amministratore sia anche Responsabile della gestione (alla cui figura compete l’attribuzione dell’incarico di assistente bagnanti), la giurisprudenza si è espressa più volte chiarendo che in materia si applica l’articolo 2051 c.c. in tema di responsabilità da cose in custodia.
A ulteriore maggiore chiarezza comportamentale per le piscine di categoria B si evidenzia che l’attivazione dell’esercizio di una piscina condominiale, deve essere di norma preceduta, almeno 30 giorni prima dell’inizio dell’attività, dall’invio al Comune e alla ASL competenti, di una comunicazione firmata dall’amministratore condominiale (attivazione esercizio) nella quale siano specificati:

  • Denominazione e indirizzo del condominio
  • Dati identificativi del responsabile della piscina
  • Categoria, gruppo e tipologia della piscina, nonché numero di unità abitative che ne fruiscono
  • Numero e tipo di vasche
  • Numero massimo ammissibile di frequentatori
  • Documentazione tecnica e descrittiva della piscina e degli impianti di trattamento delle acque (e dell’aria se piscina coperta), modalità realizzative dei medesimi
  • Dichiarazione del funzionamento permanente o stagionale
  • Modalità di attuazione del servizio di assistenza ai bagnanti.

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