Assopiscine risponde

Dobbiamo realizzare una piscina nei pressi del lago di Como. E’ una piscina privata ma che potrebbe essere a servizio di n° 9 unità abitative. In questo caso la piscina può essere classificata come A2?

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Il cliente non vuole cloro. E’ possibile utilizzare esclusivamente bromo, ossigeno o un sistema ad elettrolisi? All’interno della piscina ci sono anche diversi componenti in acciaio inox, qual è il sistema meno problematico dal punto di vista della corrosione in acqua? L’acqua così trattata può essere scaricata direttamente nel lago? Se devo seguire le prescrizioni locali, sapete dirmi chi devo contattare per reperire queste informazioni?

Risposta

1) ritengo corretto fare riferimento alla normativa vigente in Regione Lombardia Dgr 17 maggio 2006 n. 8/2552.

La piscina è classificata, in base alla sua destinazione, come categoria B, cioè piscine ubicate all’interno di edifici o di complessi condominiali: destinate in via esclusiva all’uso da parte di chi vi alloggia e dei loro ospiti; la piscina come descritta potrebbe ricadere in classificazione A “destinate ad un’utenza pubblica” qualora la struttura in cui è inserita assuma una connotazione commerciale di attività ricettiva nel suo complesso.

La normativa regionale lombarda sostanzia dettagliando in maniera sufficientemente chiara cosa si intenda per edificio o complesso residenziale ai sensi del codice civile. Si rimanda quindi a questo specifico capitolo della normativa sopra citata.

2) Poiché la piscina rientra nell’ambito normato dalla legislazione regionale lombarda, le sostanze impiegabili per il trattamento igienico dell’acqua devono essere quelle riportate nella Tabella 2 dell’Allegato D del Dgr.

Per quanto concerne il sistema ad elettrolisi si ribadisce che tale sistema porta alla produzione in situ di ipoclorito di sodio; l’utilizzo di tale sistema comunque non viene citato come utilizzabile (ma nemmeno citato come non utilizzabile….) quindi sarebbe sempre opportuna una valutazione preliminare con le autorità sanitarie competenti.

Per l’elevata salinità dell’acqua che si va a realizzare, l’elettrolisi risulta anche essere il sistema di trattamento che maggiormente risente di corrosioni elettrochimiche su parti metalliche presenti in vasca.

3) Lo scarico in acque superficiali deve sempre essere autorizzato ai sensi del DLg 152/2006 e rispondere alle caratteristiche previste agli articoli previsti nella Parte Terza, Capo III, Artt. 100 e seguenti, in particolare Art. 105. Scarichi in acque superficiali.

Commissione Tecnica Assopiscine

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