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Applicazione dell’IVA agevolata alle manutenzioni periodiche delle piscine di residence/condomini riguardo apertura e chiusura piscina, passaggi i pulizia e trattamento acqua

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Quesito in merito all’applicazione dell’IVA agevolata alle manutenzioni: abbiamo in essere con dei residence/condomini dei contratti di manutenzione periodica della piscina consistenti in apertura e chiusura piscina (inizio e fine stagione ) passaggi di pulizia e trattamento acqua con prodotti chimici. Finora abbiamo sempre fatturato con aliquota IVA 22%. Tuttavia recentemente abbiamo ricevuto la richiesta di applicare IVA agevolata al 10% in quanto si sostiene si tratterebbe di opere di manutenzione ordinaria . Vorremmo avere il vostro parere.

La norma che riconduce all’Iva al 10% è quella in attuazione della direttiva comunitaria 1999/85/CE del 22.10.1999, l’art. 7, co. 1 e 2, L. 488/1999 ha previsto l’applicazione dell’aliquota Iva del 10%, su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata, degli interventi di recupero elencati nelle lettere a), b), c) e d), dell’art. 31, co. 1, L. 457/1978 [CFF 2 8093] (ora D.P.R. 380/2001). Si tratta degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia.
L’agevolazione riguarda le prestazioni di servizi per la realizzazione degli interventi di manutenzione; la prestazione può essere oggetto di:
– un contratto di appalto;
– un contratto d’opera;
– un contratto di cessione con posa in opera;
– altri accordi negoziali.
L’agevolazione dell’aliquota del 10% si applica:
– ai fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata;
– dal 2010, a tutti gli interventi di manutenzione, indipendentemente dal momento della fatturazione sull’intero corrispettivo riferito all’impiego di manodopera e alla contemporanea fornitura di materie prime e semilavorate che non costituisca una parte significativa dell’intero intervento;
– se sono utilizzati beni significativi, fino a concorrenza della differenza tra il valore complessivo dell’intervento di manutenzione e il valore dei beni stessi.
Sono compresi:
– singole unità immobiliari a destinazione abitativa (categorie catastali da A/1 ad A/9 e categoria A/11, esclusa la A/10), indipendentemente dall’effettivo utilizzo delle stesse (non è rilevante che vi si eserciti effettivamente un’occupazione abitativa o non abitativa o promiscua), e le relative pertinenze;
– interi fabbricati con più del 50% della superficie dei piani sopra terra destinata ad abitazione privata, per gli interventi effettuati sulle parti condominiali. Non è necessario che ricorra l’altra condizione richiesta dalla L. 2.7.1949, n. 408 (legge «Tupini») (C.M. 29.12.1999, n. 247). A tali interventi l’aliquota del 10% si applica anche in relazione alle quote millesimali corrispondenti alle unità abitative situate nell’edificio. Inoltre, se i lavori sono effettuati, anziché sulle parti comuni, su una singola unità immobiliare del fabbricato, l’agevolazione si applica solo se tale unità ha le caratteristiche abitative indicate nel punto precedente o ne costituisce una pertinenza (C.M. 7.4.2000, n. 71).
Alcuni considerando le piscine parti comuni dei Condomini e riconducono questa agevolazione al 10% anche su questa prestazione. In effetti anche io ho trovato alcune volte l’applicazione di questa agevolazione prestazione descritta.
La scelta se applicare l’Iva al 22% o al 10% è proprio questa: se la piscina è parte comune del condominio allora la prestazione di manutenzione ordinaria sconta l’agevolazione al 10% se non lo è va applicata l’Iva ordinaria al 22%.

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