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Acque di scarico per Piscine: servono autorizzazioni?

AssoPiscine 23 aprile 2020, 4:30
Domanda estesa:
Acque di scarico per Piscine: servono autorizzazioni?

La norma di riferimento per la tematica della disciplina degli scarichi è rappresentata dal Decreto Legislativo 152/2006 e ss.mm.ii. che all’articolo 107 “Scarichi in reti fognarie” comma 2 stabilisce che “… gli scarichi di acque reflue domestiche che recapitano in reti fognarie sono sempre ammessi purchè osservino i regolamenti emanati dal soggetto gestore del Servizio Idrico Integrato ed approvati dall’Autorità d’ambito competente”.

Tale disposto, nei termini espressi, esclude le relative autorizzazioni.

Occorre peraltro porre attenzione alla tipologia di “recapito” dello scarico che può essere ricondotto a:

  • recapito in pubblica fognatura senza alcun vincolo aggiuntivo rispetto a quanto indicato in precedenza
  • recapito in altro corpo ricettore (acque superficiale, suolo, sottosuolo, …) per il quale è invece da applicare la disciplina degli scarichi e quindi delle previste autorizzazioni. Tali autorizzazioni contemplano il rispetto dei valori prescritti, rispettivamente: per scarico sul suolo alla Tabella 4 e per scarico su acque superficiali alla Tabella 3 dell’All. 5 del DL 152/06

Altra norma di interesse e riferimento è Il DPR 19 ottobre 2011 numero 277, entrato in vigore il 19 febbraio 2012, che si applica solamente in assenza di disciplina regionale specifica (quindi nel caso specifico della Regione Piemonte), le acque di piscina, di stabilimenti idroponici ed idrotermali, sono assimilate alle acque reflue domestiche.

Infatti all’articolo 2 comma 1 punto c, recita “le acque reflue provenienti dalle categorie di attività elencate nella tabella 2 dell’allegato A, con le limitazioni indicate …”; al punto 19 vengono collocate le “Piscine – Stabilimenti idropinici ed idrotermali, escluse le acque di contro lavaggio dei filtri non preventivamente trattate”.

Pertanto, qualora la piscina sia ad uso privato, asservita ad una casa di civile abitazione, ne consegue che lo scarico costituisce “scarico di acqua assimilata ad uso domestico”.

Pare comunque opportuno suggerire una verifica diretta con il gestore dell’impianto ricettore.

Commissione Tecnica Assopiscine

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